Teatro Mancinelli Orvieto

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Progetto Scuole a Teatro

 

 

Nell’ambito della Stagione Teatrale 2017-2018 del Teatro Mancinelli di Orvieto, s’inserisce il progetto SCUOLE A TEATRO, con una mini rassegna dedicata a temi di carattere civile e sociale. 

Il progetto nasce dalla volontà di promuovere, soprattutto tra i giovani, una maggiore sensibilizzazione verso tematiche difficili quali il contrasto alle mafie, la violenza contro le donne, il bullismo, la tragedia delle vittime della Shoah, nella consapevolezza che il teatro, nella sua funzione sociale, costituisce un efficace mezzo per favorire l’educazione alla legalità e al rispetto, veicolo per combattere la rassegnazione, la paura, l’omertà, la violenza…

Per raggiungere questo obiettivo è importante non solo informare ma, soprattutto, incontrare il pubblico (specialmente quello più giovane), ascoltare la sua voce, avere un quadro realistico dei valori e dei modelli che guidano e condizionano effettivamente il suo modo di agire e il suo quotidiano, per far sì che la rete solidale della democrazia e della società civile possa davvero andare a contrastare e a sostituire quella della violenza in tutte le sue forme. Gli studenti avranno l'occasione di riflettere sull'educazione alla legalità, sulla storia delle mafie, su tragedie come l’Olocausto e le foibe, sul bullismo e il femminicidio assistendo alla messa in scena di alcuni spettacoli dedicati a tali tematiche. Grazie al linguaggio teatrale, la mini rassegna si propone come percorso culturale formativo che possa “ispirare” le nuove generazioni a concreti comportamenti quotidiani ispirati al rispetto del prossimo, delle regole della convivenza civile, attraverso la consapevolezza di diritti e doveri. Sono previsti inoltre, alla fine delle matinée dedicate al tema della lotta alla mafia, dibattiti con esperti della lotta alla criminalità organizzata e magistrati come forma di discussione e approfondimento tra studenti e istituzioni sul rispetto reciproco nella convivenza civile.

Il programma degli spettacoli si dipana nell’arco di alcuni mesi e comunque in prossimità della Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, della Giornata della Memoria delle vittime della Shoah, della Giornata nazionale contro il bullismo, del Giorno del Ricordo. 

 

Gli spunti per le riflessioni sul tema della violenza contro le donne sono forniti dallo spettacolo FERITE A MORTE, interpretato da Lella Costa e scritto da Serena Dandini che ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Due sono gli spettacoli dedicati al tema della lotta contro la mafia: IL TESTIMONE, interpretato da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio, un omaggio alla figura del magistrato Giacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia nel 1983. PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI di Attori & Tecnici, dove prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie, le sconfitte, l’epilogo.

Altri due spettacoli sono poi dedicati alla memoria. La tragedia delle vittime della Shoah è raccontato in CHIUSA DENTRO, spettacolo di Barbara Chiesa ispirato al Diario di Anna Frank, mentre in occasione delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo viene presentato lo spettacolo di e con Simone Cristicchi MIO   NONNO E’ MORTO IN GUERRA, voci canzoni e memorie della seconda guerra mondiale (di quest’ultimo spettacolo non è prevista la matinée, ma gli studenti interessati avranno a disposizione un biglietto ridotto per la recita serale in programma).

E’ infine il tema del bullismo ad essere affrontato nello spettacolo LA PARANZA DEI BAMBINI, ispirato all'omonimo romanzo di Roberto Saviano: ritratto di una verità cruda e violenta, quella dei ragazzi di una Napoli difficile, che li trasforma in giovani prede della malavita.

I programma anche spettacoli innovativi come IL CASO SIGNOR-ELLI – Indagine sul mistero di Freud e il Giudizio Universale di Luca, scritto, diretto e interpretato da Guido Barlozzetti, con il progetto visivo e l’allestimento di Massimo Achilli e le musiche originali composte ed eseguite da Enzo Pietropaoli. Presentato in Prima Nazionale, è uno spettacolo-racconto sull’incontro “eccezionale” tra Luca Signorelli e Freud, che fu colpito e profondamente turbato dai dipinti dell’artista nella Cappella Nova del Duomo.

Spettacolo multimediale a 360°, con il progetto visivo di Massimo Achilli, è Se tu avessi parlato Desdemona – L’ultimo quarto d’ora nella camera da letto del generale Otello di Christine Bruckner. Creando Desdemona, Shakespeare ci consegna la prima vittima di femminicidio della storia. Questo breve monologo, interpretato da Enrica Rosso, le offre la possibilità di ribaltare la storia.

Per i piccoli delle scuole primarie, inoltre, in programma la favola HANSEL E GRETEL del Teatro Verde.

 

 

Programma

 

GRATUITO per le scuole primarie

Martedì 12 dicembre ore 10

TEATRO VERDE

HANSEL E GRETEL   LA STRADA NEL BOSCO 

di Andrea Calabretta

con Emanuele Caiati, Andrea Calabretta, Veronica Olmi

scene, costumi e burattini Emanuele Luzzati   musiche originali Marco Schiavoni  
audio e luci Andrea Maurizi   regia Orazio Maccheronico

 

Tempi duri per Hansel e Gretel. La storia è nota: due bambini vengono abbandonati da una matrigna cattiva e un papà troppo remissivo. Si ritrovano così da soli ad affrontare un nemico più forte di loro: la Strega pasticciera. Da soli? Ma nel bosco, come nella vita, si può incontrare un po’ di tutto: uno scoiattolo vanesio, un orso volenteroso ma distratto, un lupo dall’aspetto tremendo che si aggira di notte, una dolce vecchina che vive in una splendida casa fatta di dolci. Ma l’apparenza talvolta inganna. E quando la speranza sta per svanire ecco che l’aiuto arriva da chi meno te l’aspetti. Attenzione, però: sarà soprattutto il pubblico dei bambini che dovrà aiutare i due fratellini a togliersi dai guai.

 

 

 

Riservato alle scuole secondarie di II grado - Ingresso studenti 5 euro 

Giovedì 18 gennaio ore 9.00 - 10.30 – 12.00

Venerdì 19 gennaio ore 9.00 - 10.30 – 12.00

ENRICA ROSSO

SE TU AVESSI PARLATO DESDEMONA

L’ultimo quarto d’ora nella camera da letto del generale Otello
di Christine Bruckner
ideazione e interpretazione Enrica Rosso
interventi visivi Massimo Achilli
allestimento scenografico Carla Ceravolo     costume e immagine Metella Raboni
atmosfere sonore originali Emiliano Rosch

coproduzione Le vie dei festival 2017 – Camaleonti erranti – il Collettivo Teatro Animazione

 

(lo spettacolo si svolge con il pubblico sul palcoscenico)

 

Creando Desdemona Shakespeare ci consegna la prima vittima di femminicidio della storia. Iconograficamente ammutolita dalla supremazia fisica di Otello, perirà seguita a breve dal suicidio di Otello che senza di lei ha perso la sua ragione di vita.

Christine Bruckner, con questo breve monologo, offre a Desdemona la possibilità di ribaltare la storia: un quarto d’ora per esporre le sue ragioni e dimostrare la sua innocenza all’uomo che ama e da cui è amata. 15 minuti per rincontrarsi e sfidare insieme il mondo. Uno spettacolo multimediale a 360°.

 

 

 

Giornata della memoria - Shoah

GRATUITO per scuole secondarie di I e II grado

Venerdì 26 gennaio ore 10

BARBARA CHIESA 

CHIUSA DENTRO

di Barbara Chiesa

testo ispirato al personaggio di Anna Frank

cast in via di definizione

costumi a cura di Mariella D’Amico

musiche a cura di Barbara Chiesa 

regia Patrick Rossi Gastaldi e Barbara Chiesa

collaborazione alla regia Cristina Noci

con la gentile autorizzazione e approvazione della Fondazione Anna Frank di Basilea (Svizzera)

 

Uno spettacolo nato tre anni fa come laboratorio nella scuola di recitazione Stage Academy diretta da Patrick Rossi Gastaldi e che conquista sempre maggior interesse, tanto che nel gennaio 2017 è stato proposto in sei matinée al Teatro Quirino di Roma.

Scritto da Barbara Chiesa, è un testo ispirato al personaggio di Anna Frank, che parte dal Diario per esplorare il complesso mondo emotivo e comportamentale dell’adolescenza. Lo spettacolo ha ricevuto l'autorizzazione e approvazione della Fondazione Anna Frank di Basilea e si colloca perfettamente nell’ambito delle iniziative in occasione della Giornata della Memoria. Attraverso un’accurata lettura e analisi del testo, undici ragazzi del “corso propedeutico al professionale” (dedicato agli adolescenti che si avvicinano al teatro per la prima volta) si sono confrontati, hanno condiviso le loro esperienze e immaginato le loro reazioni in una situazione dura e violenta come quella in cui Anna si à venuta a trovare nei quasi tre anni in cui è stata costretta a restare nascosta con la sua famiglia e altre quattro persone in un alloggio segreto che era anche una prigione emotiva. La creatività dei ragazzi si è espressa nella scelta delle pagine del Diario a cui loro si sentivano più vicini e da queste sono partiti insieme per poi far nascere un testo teatrale coinvolgente ed emozionante. Grazie a questa esperienza meravigliosa, hanno attraversato tutti insieme l’arcobaleno degli stati emotivi e degli umori di Anna: la sua forza interiore e di carattere, la sua infinita fiducia nel mondo e nella bontà dell’uomo, la sua vita interrotta sul nascere, le sue riflessioni mature, i suoi capricci, le sue insofferenze, le sue difficoltà, la sua gioia, la depressione, la scoperta dell’amore, la speranza, la voglia di fare, l’inconsapevolezza della tragica fine.

 

 

 

GRATUITO per le scuole secondarie di II grado

Giornata contro il bullismo 

Martedì 6 febbraio ore 10  

LA PARANZA DEI BAMBINI 

di Roberto Saviano e Mario Gelardi 

un progetto Nuovo Teatro Sanità   prodotto da Mismaonda in collaborazione con Marche Teatro

con Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Carlo Caracciolo, Antimo Casertano, Riccardo Ciccarelli, Mariano Coletti, Giampiero de Concilio, Simone Fiorillo, Carlo Geltrude, Enrico Maria Pacini

scene Armando Alovisi   musica Tommy Grieco   costumi Irene De Caprio per 0770
luci Paco Summonte progetto grafico Luciano Correale  collaborazione alla regia Carlo Caracciolo

regia Mario Gelardi

 

Ispirato all'omonimo romanzo di Roberto Saviano, lo spettacolo racconta una verità cruda e violenta, quella dei ragazzi di una Napoli difficile, che li abbandona a loro stessi e li trasforma in giovani prede della malavita. “Hanno ali tatuate sulla schiena. Sfrecciano in moto contromano per le vie di Napoli perché sanno che la loro unica possibilità è giocarsi tutto e subito. Non temono il carcere né la morte. Sparano, spacciano, spendono. Sono la paranza dei bambini." L'espressione "paranza dei bambini" indica la batteria di fuoco, ma restituisce anche con una certa fedeltà l'immagine di pesci talmente piccoli da poter essere cucinati solo fritti, proprio come quei giovanissimi legati alla camorra che Roberto Saviano racconta nel suo ultimo best seller. E quel romanzo diventa ora uno spettacolo teatrale che racconta una verità cruda, violenta, senza scampo. Non a caso lo spettacolo nasce nel Nuovo Teatro Sanità, un luogo nel cuore di Napoli dove si tenta di costruire un presente reale e immaginare un futuro possibile. Come nel libro di Saviano, così anche nello spettacolo i protagonisti creano una loro comunità che impone regole feroci per perdere l'innocenza e diventare grandi. Dopo la felice esperienza dello spettacolo Gomorra, Roberto Saviano e Mario Gelardi si uniscono di nuovo in questo progetto teatrale per raccontare la controversa ascesa di una tribù poco più che adolescente verso il potere.

 

 

 

GRATUITO per scuole secondarie di I e II grado

Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie  

Venerdì 16 marzo ore 10  

BEBO STORTI – FABRIZIO CONIGLIO 

IL TESTIMONE
di Mario Almerighi e Fabrizio Coniglio
diretto e interpretato da Bebo Storti e Fabrizio Coniglio
produzione Tangram Teatro

 

Lo spettacolo racconta, facendo parlare solamente i fatti, un episodio lontano e dimenticato dalla memoria collettiva: quello dell’assassino del magistrato Giacomo Ciaccio Montalto, impegnato nell’indagare i rapporti fra mafia di Trapani e narcotrafficanti. Un pezzo di storia contemporanea, tratteggiata seguendo oggettivamente i fatti che si verificarono prima e dopo l’assassinio. Giacomo Ciaccio Montalto è il primo magistrato che s’impegna con grande professionalità contro la mafia del trapanese, legata a filo doppio con quella americana. E’ più che solo a Trapani, ma ha un amico lontano che vive a Roma, un giudice di nome Mario Almerighi a cui confida le proprie paure e indagini: la mafia ha anche contatti dentro al Tribunale di Trapani. Il 25 gennaio del 1983 Ciaccio Montalto viene barbaramente assassinato davanti a casa sua a Val D’Erice. Nel 1993 Andreotti è messo sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Venti anni dopo la morte di Giacomo Ciaccio Montalto, Mario Almerighi decide di testimoniare su quanto a sua conoscenza al Processo Andreotti: sente di doverlo a Giacomo per il suo coraggio, per la loro amicizia, per la verità.

 

 

 

GRATUITO per le scuole secondarie di II grado
Giornata contro il femminicidio

Venerdì 23 marzo ore 10  

LELLA COSTA 

FERITE A MORTE 

di Serena Dandini    con la collaborazione ai testi di Maura Misiti
con Lella Costa
e con Orsetta De' Rossi e Rita Pelusio
messa in scena Serena Dandini    aiuto regia Francesco Brandi
con il Patrocinio del Ministero degli Esteri    Partner: ENI

 

Serena Dandini ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. Ognuna racconta la sua storia là da dove si trova ora e riprende vita e spessore, uscendo finalmente da una catalogazione arida e fredda. Serena Dandini, con la collaborazione ai testi e alle ricerche di Maura Misiti, ricercatrice del CNR, ha scritto una breve storia per ciascuna di loro, pensata in chiave teatrale per sensibilizzare, attraverso il linguaggio della drammaturgia, le Istituzioni italiane e l’opinione pubblica circa un fenomeno dai dati ancora incerti, ma che comporta in Italia – come ci raccontano le rare statistiche – una vittima ogni due, tre giorni. Sul palco, ad interpretare le vittime, quattro donne che si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato, a contrasto, su un linguaggio leggero e con i toni ironici e grotteschi propri della scrittura di Serena Dandini.

 

 

GRATUITO per le scuole secondarie di I e II grado
Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie
Venerdì 13 aprile ore 10
ATTORI & TECNICI
PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI
Da un padre a un figlio, la storia di Giovanni Falcone
di Gianni Clementi      liberamente ispirato al romanzo di Luigi Garlando
con Stefano Messina e Pietro Messina
scenovideografia Salvo Manganaro   aiuto regia Viviana Picariello
regia Stefano Messina

 

Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno il papà gli regala una giornata molto speciale: una gita attraverso la città, per spiegargli come mai per lui è stato scelto proprio il nome Giovanni. Tappa dopo tappa, nel racconto prendono vita i momenti chiave della storia di Giovanni Falcone, il suo impegno, le vittorie, le sconfitte, l’epilogo. Giovanni scopre che la mafia c’è anche a scuola: è nel ragazzino prepotente che tormenta gli altri, è nel silenzio di complicità che ne avvolge le malefatte. La mafia è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi, anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze. Tratto dal romanzo di Luigi Garlando, lo spettacolo si propone di dare un’idea più completa di che cos’è la mafia e di come la si possa combattere nella vita di tutti i giorni, perché i fatti, per essere meglio compresi, non hanno bisogno solo della cronaca, hanno bisogno di essere raccontati. La letteratura, il cinema, il teatro, grazie alla loro capacità di comunicare e suscitare forti emozioni, rendono viva la partecipazione e la commozione anche a chi quei fatti non li ha vissuti in prima persona.

 

 

 

Riservato alle scuole secondarie di II grado –  Ingresso studenti 5 euro

Venerdì 27 aprile ore 11  

GUIDO BARLOZZETTI 

IL CASO SIGNOR-ELLI 

Indagine sul mistero di Freud e il Giudizio Universale di Luca 

testo, regia e interpretazione Guido Barlozzetti

progetto visivo e allestimento Massimo Achilli

musiche originali composte ed eseguite da Enzo Pietropaoli

produzione Il Collettivo Teatro Animazione

 

Uno spettacolo-racconto sull’incontro “eccezionale” tra Luca Signorelli e Freud. A cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, il fondatore della psicanalisi frequentò assiduamente Orvieto poiché affascinato e turbato dagli affreschi del Signorelli nella Cappella Nova del Duomo. Fu talmente colpito da quelle immagini che, paradossalmente, dimenticò il nome del pittore e questa dimenticanza lo portò ad un'autoanalisi e a un ragionamento decisivo per lo sviluppo delle sue teorie e la redazione de L'interpretazione dei sogni.

Perché fu così affascinato e turbato dal Giudizio Universale di Signorelli? Cosa nascondeva quella dimenticanza di così sconcertante da portare a una cancellazione così radicale? Quale "sostanza inconscia" era stata risvegliata dalla visione degli affreschi? Il caso Signorelli" vuole raccontare questa storia affascinante attraverso la ricostruzione dei viaggi di Freud e sulla falsariga di una detection che, per interposto Luca Signorelli, interroghi il mistero di fronte a cui Freud si è trovato e la risposta che ha creduto di dare.

 

 

Per info e prenotazioni

Tel. 0763.531496 – 338.9795570 (Rita Provenzani)