PROSEGUE AL MANCINELLI DI ORVIETO
L'INIZIATIVA "VISITA A TEATRO" 
Dopo il successo degli anni scorsi, le porte del Teatro Mancinelli resteranno aperte a tutti coloro che, apprezzandolo come sede di programmazioni teatrali, sono desiderosi di conoscerne anche il profilo storico e artistico. Già favorevolmente apprezzata nelle scorse stagioni turistiche, l'iniziativa VISITA A TEATRO, che ha ormai assunto la veste di vero e proprio progetto entrando a far parte delle iniziative culturali presentate dall'Associazione TeMa, mira ad inserire la struttura architettonica in un circuito che arricchisca ulteriormente la già ampia offerta monumentale del centro storico orvietano, contribuendo così a valorizzare il suo patrimonio culturale.
Dopo aver ammirato l'elegante facciata dallo stile neoclassico, i visitatori potranno avventurarsi all'interno, passando per il Caffè del Teatro e poi per la hall ricca di pitture. Entrando nella platea si potranno ammirare non solo i 4 ordini di palchi finemente decorati, ma anche la meravigliosa Danza delle Ore di Cesare Fracassini sul plafond, le 3 muse dell'arco armonico e i rispettivi simboli, la buca dell'orchestra, l'ampio e funzionale palcoscenico e la riproduzione del famoso sipario storico (sempre di Fracassini) "Belisario libera la città di Orvieto dall'assedio dei Goti", il cui originale è momentaneamente esposto a Torino alle Officine Grandi Riparazioni, sede della mostra che, in occasione dei 150° anniversario dell'Unità d'Italia, ripercorre la storia della nostra nazione dal 1861 ad oggi. Sul sipario - detto "storico" per il soggetto che rappresenta, ovvero un episodio tratto dal De Bello Gothico di Procopio di Cesarea avvenuto nel 535 d.C. – è rappresentato Belisario con il suo esercito bizantino mentre libera Orvieto dall'assedio dei Goti. Una recente osservazione dello storico orvietano Alberto Satolli ha messo in evidenza che, nel gruppo centrale rappresentato nel sipario, il pittore alludeva al tricolore: Belisario, infatti, che indossa un mantello rosso, è su un cavallo bianco, mentre il palafreniere accanto a lui è vestito di verde. L'accaduto richiama un tema storico a sfondo patriottico che ben si adatta all'ideale risorgimentale della seconda metà dell'800 (Orvieto, fino ad allora sotto il controllo dello Stato Pontificio, fu liberata nel 1860 dai Cacciatori del Tevere ed annessa al Regno d'Italia).
I visitatori potranno continuare ad apprezzare le meravigliose opere d'arte del Mancinelli salendo al terzo ordine, sede dell'elegante foyer, decorato a grottesche che richiamano il mondo classico rinascimentale, oggi utilizzato per matrimoni civili, convegni, meeting ed altro.
E' possibile visitare il teatro dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 18, la domenica dalle ore 16 alle 20. Il biglietto d'ingresso per la visita è di euro 2 (ridotto per studenti euro 1).
Le visite guidate dell'intero edificio, su prenotazione, sono invece riservate ai gruppi al costo di euro 5 a persona (ridotto per studenti euro 4). Per maggiori informazioni si può chiamare il n. 0763/340422.
Per una completa conoscenza del Mancinelli si consiglia il libro di Giuseppe Baiocco "Il Mancinelli. Storia e vita di un teatro", che ne descrive la storia e contiene una serie d'interviste rilasciate da artisti che hanno presentato i loro spettacoli ad Orvieto. Il testo è disponibile anche presso il teatro. Novità di quest'anno: degustazione di vini e prodotti tipici locali presso il Caffè del Teatro (Antica Cantina – L'Osteria delle Donne, nuova gestione), dove è presente anche un punto "merchandising" con un'accurata selezione di souvenir che permetterà di conservare il ricordo del Mancinelli.