Teatro Mancinelli Orvieto

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Comunicato Stampa del 25 ottobre 2016

ALBERTO MARIO BANTI AL MANCINELLI, QUANDO IL PALCOSCENICO DIVENTA CATTEDRA

IL SECONDO APPUNTAMENTO DI LEZIONI DI STORIA SPECIALE INCANTA IL PUBBLICO



Raccontare, appassionare, coinvolgere: il rigore scientifico di uno storico autorevole, il palcoscenico di un teatro prestigioso e un pubblico curioso e attentissimo. Questa la formula vincente della seconda LEZIONE DI STORIA in programma domenica scorsa (23 ottobre) al Teatro Mancinelli di Orvieto con protagonista assoluto ALBERTO MARIO BANTI, uno fra i più prestigiosi nomi della storiografia italiana.

La programmazione 2016 – 2017 del Teatro Mancinelli è arricchita da un progetto di alto valore culturale come le 3 LEZIONI DI STORIA SPECIALE realizzate in collaborazione con Editori Laterza. Un ciclo di incontri che, in dieci anni di successi (sono partite da Roma per approdare a Milano, Torino, Genova, Firenze, Trento, Rovereto, Trieste e anche Londra e Dublino), hanno cambiato il modo di raccontare la storia: i grandi avvenimenti contemporanei dell’Italia e del mondo, gli eventi che hanno impresso svolte radicali, i personaggi che sono stati protagonisti della grande storia.

L’iniziativa, fortemente voluta dal Cda dell'Associazione TEMA, ha ricevuto il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e del Comune di Orvieto.

Sul palcoscenico del Mancinelli, fattosi cattedra per l’occasione, Alberto Mario Banti domenica scorsa ha tenuto la scena per 90 minuti con la sua Lezione IL BALCONE DI MANET. COSTUMI E MORALE BORGHESE. Partendo dall’analisi di una serie di quadri dell’Ottocento con l’occhio dell'esperto, lo storico ha accompagnato il pubblico in un viaggio tra arte e storia, svelando il modo in cui le élite sociali e culturali concepiscono i rapporti di genere, l’amore, la sessualità.
Molti, tra il pubblico, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, attentissimi alla Lezione magistrale di Banti. Tra iconografia, storia di genere e storia sociale dell’Ottocento, lo storico ha saputo spiegare in modo chiaro come affrontare un’opera d’arte come qualcosa che si racconta, poiché un’immagine racconta anche altro.

Alberto Mario Banti si laurea in lettere presso l'Università di Pisa nel 1980. Dal 1981 al 1984 segue un corso di perfezionamento in Storia presso la prestigiosa Scuola normale superiore di Pisa, e, successivamente, nel triennio 1985-88, un ulteriore corso di dottorato in Storia e civiltà presso l'Istituto universitario europeo di Firenze, dove nel 1988 consegue il dottorato di Ricerca in Storia e Civiltà con menzione speciale della commissione. Dal 1995 ha ricoperto diversi prestigiosi ruoli accademici internazionali, tra cui: nel 1995 è stato professore ospite presso l'Università di Girona, in Spagna; nel 1999 è stato Professeur invité presso l'École normale supérieure di Parigi, e dal 2001 è professore ordinario di storia dell'età contemporanea presso l'Università di Pisa, dove svolge una intensa opera di ricerca storica, collaborando con diversi dipartimenti della facoltà di lettere e filosofia. Tra le sue collaborazioni fisse con riviste storiche, sono da annoverare quelle con la European History Quarterly, essendo egli membro dell'Advisory board dal 2004; mentre dal 2009 è direttore, insieme ad Arnold Davidson, Vinzia Fiorino e Carlotta Sorba, della collana «Studi culturali» pubblicata dalla casa editrice ETS, la principale casa editrice pisana.

Per quanto riguarda le sue pubblicazioni in materia di storia del Risorgimento - del quale egli è stato dal 1992 al 2001 professore all'Università di Pisa -, nel settembre del 2006 al suo libro L'onore della nazione. Identità sessuali e violenza nel nazionalismo europeo dal XVIII secolo alla Grande Guerra (Einaudi, Torino 2005) è stato attribuito l'ambito Premio SISSCO (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea) per il miglior libro di argomento storico contemporaneistico pubblicato nel 2005.

Prossimo  ed ultimo appuntamento di Lezioni di Storia Speciale il 13 novembre alle ore 17: Antonio Forcellino "Leonardo. Il genio senza pace”