Stagione Teatrale 2012 - 2013 programma

CONNESSIONI

 

Sabato 29 settembre - ore 21                                        

O.T.Li.S. ORCHESTRA E CORO DEL TEATRO LIRICO SPERIMENTALE DI SPOLETO

LA TRAVIATA

di Giuseppe Verdi

su libretto di Francesco Maria Piave

direttori Carlo Palleschi, Daniele Squeo

regia, scene e costumi Stefano Monti

 

Interpreti di questa Traviata giovani artisti emergenti vincitori dei concorsi europei del Teatro Lirico Sperimentale, all’inizio della carriera ma con alle spalle lo studio e il perfezionamento dell’opera affrontato con docenti di chiara fama. La Traviata, che porta in scena la più intensa analisi interiore e psicologica di tutto il teatro romantico, narra il dramma della rinuncia all'amore da parte di Violetta che, da simbolo della lussuria, finisce martire delle convenzioni sociali, diventando un'eroina immortale dell'intera storia del teatro d'opera. 

 

 

Venerdì 5 ottobre – ore 21                                    

MASSIMO RANIERI

CHI NUN TENE CORAGGIO NUN SE COCCA CH’ ‘E FEMMENE BELLE

Un recital ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri

Musicisti Massimiliano Rosati (chitarre) -  Flavio Mazzocchi (piano e tastiere) - Mario Guarini (contrabbasso) – Marco Rovinelli (batteria) - Donato Sensini (sax)

light designer Maurizio Fabretti

produzione Rama 2000 International

 

Un inno alla vita, all’amore e alla speranza dedicato ai mille significati del coraggio, i cui protagonisti non sono i vincitori e gli eroi, ma gli ultimi e i sognatori: gli uomini e le donne cantati dalla musica di Lucio Battisti e di Pino Daniele; o dal teatro di Nino Taranto e Giorgio Gaber. E tra canzoni e monologhi non mancano i colpi di scena: nel recital Ranieri, oltre al grande repertorio della canzone napoletana, interpreta brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali: da Fabrizio De Andrè a Violeta Parra, da Francesco De Gregori a Luigi Tenco.

 

Dopo il grande successo riscosso nel 2010 al Mancinelli con “Canto perché non so nuotare…da 40 anni”, Ranieri torna ad Orvieto con un concerto-spettacolo per ripercorrere le opere di autori, cantanti, artisti e poeti che hanno affrontato il tema dell’eroismo della gente umile ma dignitosa, delle persone semplici. Una girandola di colori, suoni ed emozioni, un viaggio nel vastissimo repertorio della canzone napoletana ed italiana per dar spazio ai sentimenti e dar voce a chi il coraggio non l’ha mai avuto.

 



Domenica 14 ottobre – ore 17                                                

GLAUCO MAURI – ROBERTO STURNO

QUELLO CHE PRENDE GLI SCHIAFFI

da Leonid Nikolaevič Andreev

libera versione di Glauco Mauri

e con Leonardo Aloi, Barbara Begala, Marco Blanchi, Mauro Mandolini, Lucia Nicolini, Roberto Palermo, David Paryla, Stefano Sartore, Paolo Benvenuto Vezzoso

scene Mauro Carosi

costumi Odette Nicoletti

musiche Germano Mazzocchetti

regia Glauco Mauri

produzione Compagnia Mauri Sturno

 

Le inquietudini, i disagi e le ansie del nostro presente attraverso le vicende di un uomo che dedica la propria vita alla cultura e alla ricerca e che viene per questo vessato e umiliato dalla tracotanza del potere. Egli vuole fuggire dalla società nella quale vive, dove tutto è dominato dall’egoismo, dall’indifferenza e dal denaro con cui tutto si compra, anche i sentimenti più puri. La tragedia deve così mascherarsi da farsa, e l’uomo di scienza dovrà diventare un clown, costruendosi una nuova vita nella dimensione del palcoscenico come pagliaccio che fa della sua pubblica umiliazione lo spettacolo più divertente per il pubblico pagante.

 

“Abbiamo messo in scena tanti spettacoli, autori diversissimi fra di loro, ma siamo rimasti sempre fedeli al nostro sentire: l’arte per la vita. In questo momento così difficile, abbiamo creduto quindi giusto proporre una “favola” che possa parlare ancora di umanità e di poesia ad una società che corre il rischio di inaridirsi sempre di più”.

Così Mauri illustra le ragioni della scelta del testo di Andreev; un apologo, tenero e amaro, sulla lotta contro l’ingiustizia dei potenti. Clown, domatrici di leoni, ballerine mute, piccoli truffatori, ignobili seduttori, uomini sconfitti dalla vita, uno spettacolo con tutti i colori del caleidoscopio che è la vita: dramma, commedia, farsa, lacrime, musica, canto e danza.

 

 

Sabato 27 ottobre – ore 21                                                     

ArTé - COMPAGNIA DEI GIOVANI   

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

versione italiana di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella

con Camilla Alisetta, Mauro Bernardi, Pier Bresolin, Andrea Brugnera, Alessandro Federico, Annachiara Mantovani, Serena Marziale, Silvia Picciaia, Rocco Piciulo, Daniele Pilli, Alba Maria Porto

progetto visivo Andrea Giansanti

costumi Marta Genovese

luci Roberto Rocca

musiche originali Stefano Saletti

interventi musicali di The Chemical Brothers, René Aubry

regia Maurizio Panici

produzione Ar.Tè Teatro Stabile d’Innovazione

 

Un grande spettacolo visionario rivolto soprattutto alle giovani generazioni, perché di loro si parla in questo straordinario testo immortale: quattro innamorati al centro della storia, che trae forza ed energia dal mondo musicale delle nuove realtà metropolitane.

Il rap recupera il linguaggio in versi sciolti shakespeariani e lo riconsegna al mondo delle creature fantastiche che popolano la notte e i sogni dei protagonisti.

Uno spettacolo pieno d’energia che ci costringe a danzare con la mente, invischiati in un’atmosfera fantastica e necessaria per tornare più pacificati al nostro vivere quotidiano.

 

L’allestimento ricolloca le storie in una realtà più vicina ai nostri giorni, restituendoci quel lato complesso e misterioso dell'originale shakespeariano, con le sfumature e le profondità delle passioni dei personaggi. Abbandonando l'idea del bosco olografico viene ricreato, attraverso l'uso sapiente delle nuove tecnologie, un luogo a metà fra sogno e realtà, dove accanto al gioco e alla fantasia può emergere il lato oscuro di ogni uomo.

I giovani entrano nel bosco incerti e immaturi e ne escono formati, diversi e forse pronti per affrontare “il bosco” della vita. Da un lato l’ordine, la famiglia, le istituzioni, dall’altro il desiderio di trasgredire, di “sognare”, di conoscere, che obbliga tutti a trovare equilibri più alti.

 

 

 

 

Domenica 4 novembre ore 17
RODOLFO LAGANA’
CAMPO DE’ FIORI
commedia musicale di Gianni Quinto e Rodolfo Laganà
musica Roberto Giglio

e con Milena Miconi, Marco Passiglia, Renato Raimo, Tonino Tosto

scene Gianluca Amodio

costumi Patrizia Pontesilli

disegno luci Fabio Persia

regia Pino Quartullo

produzione AB management

 

in collaborazione con AR Spettacoli di Alessandro Rossi

 

Campo de’ fiori è la piazza più aperta di Roma, sempre viva, di giorno e di notte. E’ il luogo dove tante cose accadono e tante altre si raccontano: storie vere che sembrano favole, favole che sembrano storie vere.
In questa atmosfera di magia, la piazza racconta la storia di Cesare, un fruttarolo romano che a quasi cinquant’anni vive ancora con suo padre, non si è mai sposato e non prende niente sul serio. Cesare a Campo de’ fiori c’è sempre vissuto e con lui la sua famiglia, che da diverse generazioni ha il banco di frutta in piazza. Ora, però, qualcosa è cambiato. Oggi sempre meno romani vivono e colorano il mercato.

 

Tra sogni per un futuro diverso, speranze di cambiamento e momenti di rassegnazione, la commedia si snoda alternando dialoghi comici a momenti di riflessione.

Uno spettacolo dai toni brillanti e romantici, in cui la cronaca che si racconta (mercato diurno, movida notturna, intrecci amorosi, interessi politici) è destinata a diventare storia. Oltre a 5 personaggi e a 6 ballerini, altra protagonista è la musica, che avvolge tutto in un unico cono di luce dove al centro c’è sempre lei, Roma, tra uno stornello ed una serenata d’amore.

Attore romano poliedrico e versatile dalle numerose esperienze teatrali, televisive e cinematografiche, Rodolfo Laganà ha iniziato la sua carriera nel laboratorio teatrale di Gigi Proietti.

 

 

Sabato 17 novembre – ore 21

Domenica 18 novembre ore 17                                               

Giovanni Esposito, Francesco Procopio, Andrea Di Maria, Mario Porfito

E FUORI NEVICA

scritto e diretto da Vincenzo Salemme

scene Alessandro Chiti

costumi Mariano Tufano

musiche Antonio Boccia

produzione Chi è di scena

 

Tre fratelli: Enzo, Cico, Stefano. Enzo, musicista di scarso livello. Cico, affetto da una strana forma di autismo. Stefano, “il normale”, ossessionato da un eccessivo senso di responsabilità. Il padre li lasciò quando erano piccoli. La madre, morta da poco, ha lasciato ai figli una discreta eredità da dividere in tre parti uguali ponendo, però, una condizione: Enzo e Stefano si prenderanno cura per sempre del loro fratello sfortunato Cico. Questa è la partenza della commedia, tutta giocata sulle difficoltà di una convivenza coatta e sull’incompatibilità di tre caratteri così diversi tra loro.

 

“Questa commedia l’ho scritta quasi vent’anni fa. Non ho sentito il bisogno di rinfrescare la storia perché è una storia senza tempo, che parla di famiglia, affetto, tolleranza. Una commedia che a Napoli è un vero e proprio “cult”, che conoscono e amano soprattutto i bambini, e quelli che bambini erano quando l’ho scritta. E sono quelli che hanno un legame quasi familiare con i personaggi di questa storia e gli attori che li interpretavano allora. Ma io credo fermamente che “E fuori nevica” abbia un valore che va al di là degli artisti che l’hanno resa famosa. E il nuovo cast che ho scelto per questa avventura ha tutte le carte in regola per proseguire il cammino felice di questi tre fratelli in cerca d’amore”. V.Salemme

 

 

Domenica 25 novembre – ore 17                                            

PAMELA VILLORESI – ROMINA MONDELLO – LUIGI DIBERTI

e con MASSIMILIANO FRANCIOSA

EVA CONTRO EVA

di Mary Orr

versione italiana di Maurizio Panici e Marzia G. Lea Pacella

con Maurizio Panici e con Silvia Budri Da Maren, Giulia Weber

scene Giorgio Gori

costumi Lucia Mariani

musiche Stefano Saletti

luci Emiliano Pona

regia Maurizio Panici

coproduzione Ar.Tè/Associazione Teatrale Pistoiese

in collaborazione con La Versiliana Festival

 

Eva è una ragazza di grande disponibilità che adora il teatro, che viene assunta come segretaria da Margo Channing, attrice affermata della quale conosce a memoria i ruoli e la carriera. A poco a poco Eva, con modi affabili e apparentemente generosi, riesce ad entrare totalmente nel mondo della diva, fino a sostituirla.

Alla fine di questa estenuante battaglia, Margo capirà che la vita vale la pena di essere vissuta e cederà volentieri il passo alla nuova arrivata, già minacciata a sua volta dall'arrivo della prossima Eva.

Torna in scena, in una nuova edizione, un titolo cult del ‘cinema sul teatro’, un film famosissimo con Bette Davis e Anne Baxter  nei ruoli delle protagoniste femminili, che alla sua uscita nel 1950 ottenne 14 nomination agli Oscar, vincendone 6. Commedia di grande qualità e intelligenza, ma allo stesso tempo un racconto raffinato e acuto sul mondo del teatro e sui rapporti interni tra i suoi personaggi. In scena l’arrivismo e la voglia di successo e notorietà che ormai attanaglia la nostra società e soprattutto le nuove generazioni. Una piccola e agguerrita comunità che è specchio della società, con le sue piccolezze, le sue ossessioni, il desiderio di arrivare a conquistare una posizione sociale riconosciuta e rispettata.

 

 

 

Martedì 4 dicembre – ore 21                                                            

Mercoledì 5 dicembre – ore 21

MOMIX 

ReMIX

uno spettacolo di Moses Pendleton

codirettore artistico Cynthia Quinn

costumi Phoebe Katzin, Moses Pendleton, Cynthia Quinn

sculture ed attrezzi Michael Curry, Alan Boeding

luci Joshua Starbuch, Howell Binkley, Moses Pendleton

Tornano al Mancinelli i celeberrimi ballerini-illusionisti famosi per la loro capacità di evocare un mondo di immagini surreali usando corpo, costumi, attrezzi, luci e giochi d’ombra. Creato da un sempre geniale Moses Pendleton in occasione del 30° anniversario dei Momix, lo spettacolo propone una caleidoscopica “compilation” dei pezzi più significativi, originali e suggestivi, scelti tra tutte le produzioni susseguitesi nel corso degli anni: dalla prima squisita, magica, sorprendente Momix Classics alla strepitosa ultima Bothanica e, in esclusiva per ReMIX, tre creazioni ad hoc. Uno spettacolo sorprendente e senza precedenti.

Conosciuta nel mondo intero per i suoi spettacoli di eccezionale inventiva e bellezza, Momix è una compagnia la cui fama è legata alla capacità di evocare un mondo di immagini surreali facendo interagire corpi umani, costumi, attrezzi, giochi di luce. La compagnia ha spesso realizzato progetti speciali e televisivi.In Italia è apparsa in produzioni RAI trasmesse in mondovisione. Oltre alle annuali apparizioni al Joyce Theatre di New York, i Momix si esibiscono regolarmente in tutto il mondo, effettuando tournée in Canada, Spagna, Italia, Grecia, Francia, Inghilterra, Austria, Svizzera, Irlanda, Portogallo, Argentina, Brasile, Russia, Australia e tutto l’Oriente.

 

 

Domenica 9 dicembre – ore 17                                  

ASSOCIAZIONE CULTURALE DI ARTI E TEATRO INTEGRATO

AMLETO IN VIAGGIO

THE P. PROJECT

con Erika Galanello, Laura Antoniella, Iuri Capello, Luigi Lucarelli, Mario Brozzi, Angelo Castobello, Davide Rengo, Cinzia Milano, Daniele Donati Doria, Daniele Mezzoprete, Rosa Martini, Damiano Conocchia, Amedeo Rampini, Goretta Gobbini, Alberto Lippera,

Juri Pontremoli, Selia Castellani, Maria Barlozzetti, Simone Paggetti, Michela Aversa, Matteo Alcidi, Aldo Fusco, Daniela Borgognone, Anna Lucchesi, Serena Piazzai, Alessandro Medori, Andrea Zanetti, Elena Borsetti, Erik Pontremoli

      scene/luci/video Daniele Cipolletti Francesco Frainetti

      costumi Laura Zagaglia

      coordinamento il Collettivo Teatro Animazione, Cooperativa il Quadrifoglio

regia Felizitas Scheich, Elisabetta Moretti

 

Nata con il preciso intento di realizzare e sostenere una rete di pratiche teatrali e di espressione artistica come risorsa per l’integrazione, l’Associazione Amleto in viaggio individua nel teatro e nelle arti uno strumento capace di inserirsi nell’esperienza quotidiana di tutti gli individui, come struttura dinamica in grado di raccogliere e rielaborare le diverse rappresentazioni del mondo per trasformarle in materiali di confronto individuale e tra i gruppi.

Lo spettacolo The P. Project ha partecipato nel maggio 2012 al 1° Torneo di Teatro Amatoriale di Orvieto vincendo il premio ArTè.

 

Nello spettacolo un altro Amleto si aggira per il mondo… Il suo nome è Pinocchio.…E’ un P.P., un Pinocchio Precario, un Pinocchio alle prese con la sua inadeguatezza per il mondo. Trasgredisce le regole che non comprende e viene punito per le sue trasgressioni con il peso del suo naso, si scontra con le Istituzioni, con le Forze dell’ordine, con la giustizia. Agita il suo corpo legnoso in cerca della libertà. E’ burattino e tutti, buoni e cattivi, vogliono muovere i suoi fili, è una cavia in mano a moralisti e delinquenti, sulla sua pelle/corteccia si svolge la battaglia della scelta di campo: la Popolarità o la Povertà… La sua testa di legno sarà talmente frastornata che non saprà più che Pesci Pigliare.

 

 

15 dicembre ore 16   16/22/23 dicembre ore 16 e ore 18

Ridotto del Teatro Mancinelli

CANTO DI NATALE (A Christmas Carol)

Libertà vien dall’amare – Prigione dall’odiare

di Charles Dickens

traduzione e adattamento teatrale Tiziano Panici e Alice Spisa

con Renato Campese, Emanuele Avallone, Rosa Diletta Rossi, Daniele Spadaro, Eugenio De Vito

musiche originali Gabriele Rendina

scenografie Alessandra Muschella

regia video Riccardo Papa

regia Tiziano Panici

produzione Ar.Tè Teatro Stabile d’Innovazione

Dopo il grandissimo successo riscosso nel dicembre 2011, torna al Mancinelli Canto di Natale, una delle opere più famose e popolari di Charles Dickens. Una favola sull’importanza del Natale e sulla riscoperta dei sentimenti. Il ricco uomo d’affari Scrooge, che pensa solo al successo e al denaro trascurando la famiglia, non apprezza le cose quotidiane e non riesce a godere delle feste natalizie. La svolta della sua esistenza arriva proprio alla vigilia di Natale, quando l’uomo si trova di fronte tre fantasmi (il passato, il presente e il futuro). Questo incontro cambierà il suo modo di provare sentimenti e di stare con gli altri: Scrooge si pentirà del proprio egoismo, dando un senso più profondo alla propria esistenza.

Charles Dickens scrisse Canto di Natale col desiderio di coinvolgere grandi e bambini attraverso una favola, cercando di risvegliare sentimenti puri come l’amore e la tolleranza, il rispetto per gli altri e la capacità di apprezzare le piccole cose della vita. A CHRISTMAS CAROL ripercorre attraverso la messa in scena il medesimo stile letterario di Dickens, un linguaggio immediatamente teatrale che mantiene sul suo pubblico una presa emotiva ininterrotta. Uno spettacolo itinerante dove gli spettatori, guidati dal narratore, vengono accolti da tre fantasmi (Natale passato, Natale presente, Natale futuro) per essere accompagnati in un continuo vagare nei luoghi della memoria, che è, che è stata e che sarà, di Scrooge.

 

Domenica 6 gennaio – ore 17                                                 

BALLETTO DI MOSCA La Classique

LO SCHIACCIANOCI

musiche P. I. Cajkovskij

coreografie Marius Petipa, riviste da Valery Kovtun

direzione corpo di ballo Elik Melikov

scenografie Evgeny Gurenko

ideazione costumi Elik Melikov

étoile Nadejda Ivanova

 

La musica sognante e fantasiosa di Ciaikovskij racconta della Vigilia di Natale che il borgomastro di Norimberga decide di festeggiare attorno all’albero con la moglie e i due figli, Clara e Fritz. Drosselmeyer, un misterioso personaggio, tra numeri di magia e atmosfere oniriche regala a Clara uno schiaccianoci di legno a forma di soldatino. Al termine della sontuosa festa, Clara, felice per il dono ricevuto, si addormenta stringendo il suo schiaccianoci tra le braccia. La magia farà volare la piccola in un mondo fantastico, dove il suo schiaccianoci si trasformerà in un bellissimo principe.

 

Il festoso balletto natalizio per eccellenza in un nuovo allestimento scenico del Balletto di Mosca, alla sua ventiduesima stagione in Italia con i più grandi titoli del repertorio classico. La compagnia, che conta cinquanta elementi di elevato talento provenienti da blasonate strutture come il Bolshoi di Mosca e il Kirov di San Pietroburgo, si pone come un baluardo della secolare tradizione della danse d’école, liberandola però dai ridondanti e obsoleti formalismi per riproporla rinnovata e adatta al pubblico odierno.
Tra gli artisti spicca la splendida Nadejda Ivanova, ballerina affascinante per capacità interpretativa e padronanza tecnica, che nel corso della sua carriera ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti.

 

 

Domenica 20 gennaio – ore 17                                               

ATTORI & TECNICI

LA TELA DEL RAGNO

di Agatha Christie

traduzione Edoardo Erba

con Viviana Toniolo, Annalisa Di Nola, Stefano Messina, Carlo Lizzani, Roberto Della Casa, Andrea Lolli, Claudia Crisafio, Elisa Di Eusanio, Sebastiano Colla, Luca Marianelli

scene Alessandro Chiti

costumi Isabella Rizza

musiche Pino Cangialosi

luci Emiliano Baldini

regia Stefano Messina

produzione Attori & Tecnici

Dopo il grande successo ottenuto la passata stagione con Trappola per topi, torna al Mancinelli la Compagnia Attori & Tecnici con un altro testo nato dall’ingegno diabolico di Agatha Christie. La tela del ragno è un giallo ricco di spunti comici in cui una Christie, divertita e divertente, gioca con la classica situazione del cadavere in biblioteca. Scritto nel 1954, è uno dei suoi lavori più brillanti e originali, un cocktail esplosivo con tutti gli ingredienti tipici della commedia inglese di genere giallo. Nel 1960 ne fu tratto un film diretto da Godfrey Grayson, interpretato da Glynis Johns, John Justin, Jack Hulbert e Cicely Courtneidge.

Prima di un importante e segreto incontro politico, nella villa del diplomatico Henry Brown viene commesso un omicidio. La moglie Clarissa, preoccupata per la carriera del marito, decide di far sparire il cadavere con l’aiuto di alcuni amici, sprovveduti ma fedeli. Le cose si complicano quando sopraggiunge la polizia avvisata dell’omicidio da una misteriosa telefonata. In un crescendo di esilaranti bugie, Clarissa cerca di dirottare le indagini della polizia con il solo risultato di mettere tutti nei guai. Riusciranno i nostri eroi a tirarsene fuori e trovare l’assassino prima dell’arrivo del misterioso autore della telefonata?

 

Domenica 27 gennaio – ore 17                                               

RBR DANCE COMPANY

GIULIETTA E ROMEO l’amore continua

da un’idea di Cristiano Fagioli

con 7 danzatori e 2 musicisti

coreografie Cristina Ledri e Cristiano Fagioli

assistenti coreografi Gelsomina Di Lorenzo, Alessandra Odoardi

elaborazione drammaturgica Virginio Zoccatelli

musiche originali Virginio Zoccatelli e Diego Todesco

corpo di ballo Cristina Ledri, Gelsomina Di Lorenzo, Alessandra Odoardi, Claudia Elvetico, Samantha Tonolini, Giorgio Azzone, Kristian Matia, Leonardo Paoli

violinisti Monica Cordaz e David Mazzacan

animazione grafica video Angelo Mariano

disegno luci Andrea Grussu

costumi Renato Gastaldelli, Cristina Ledri

regia Cristiano Fagioli

La storia d’amore per eccellenza raccontata attraverso la danza, con musica dal vivo. Poesia in movimento, un inno alla bellezza e alla perfezione. Da un classico della letteratura, del teatro, della musica e della danza, Giulietta e Romeo, l’esigenza di creare un nuovo ed originale progetto artistico, un viaggio fantastico nell’aldilà da parte dei due giovani e sventurati amanti. La vicenda inizia con la loro morte, nell’istante stesso in cui la classica tragedia di Shakespeare si interrompe. Il destino dei due innamorati nel loro tormentato viaggio nell’aldilà, in un crescendo di atmosfere magiche e poetiche.

Coreografie ipnotiche e suadenti, elegante e sensuale fisicità, preziosi costumi e magiche proiezioni. Uno stile del tutto unico che unisce coralità lirica ad un’ineccepibile tecnica. RBR Dance Company, compagnia di danza contemporanea tra le più interessanti e raffinate del panorama italiano, mette in scena spettacoli coinvolgenti e d’impatto senza mai eccedere in virtuosismi. Movimenti spettacolari quanto delicati, musiche coerenti ed un uso perfetto delle luci insieme ad un sublime ritmo scenico fanno sì che le loro esibizioni siano considerate straordinarie anche dagli occhi più critici ed esperti.

 

Sabato 2 febbraio – ore 21                                            

Domenica 3 febbraio – ore 17

VINCENZO SALEMME

IL DIAVOLO CUSTODE

scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Salemme

e con Nicola Acunzo, Domenico Aria, Floriana De Martino, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Raffaella Nocerino, Giovanni Ribò

scenografia Alessandro Chiti

costumi Mariano Tufano

disegno luci Umile Vainieri

produzione Chi è di scena

 

Vincenzo Salemme regala al suo affezionato pubblico una nuovissima commedia brillante, ricca della sempre attenta ironia propria del grande mattatore napoletano. A scatenare il meccanismo comico è questa volta l’ambita seconda chance che tutti prima o poi invochiamo, senza immaginare quali divertenti ed inattesi risvolti ci possa riservare. Una storia spensierata con una sottile vena malinconica in perfetta chiave partenopea, un racconto comico ma che fa riflettere sulla propria esistenza e sulle scelte che hanno fatto sì che ognuno diventasse quello che è.

 

Ho voluto fare uno spettacolo che vi facesse venire voglia di parlare di più con voi stessi, col diavolo che è in voi senza averne tanta paura, perchè se quel diavolo è in voi forse è solo un povero diavolo e non può farvi del male. E magari vorrebbe darvi solo una seconda possibilità. E allora immaginiamo che un giorno il nostro diavolo custode salga sulla terra e venga a dirci: Vuoi tornare a nascere e ricominciare daccapo? La vuoi la seconda possibilità? Ma sei sicuro che ne valga la pena? Ce la farai a fare di meglio? Ecco, questo è il tipo di domande che vorrei farmi insieme a voi ridendo un pò, senza cattiveria e senza paura, su noi stessi”.  V. Salemme

 

 

Venerdì 8 febbraio – ore 21                                                             

Compagnia Argentina di Tango

LOS HERMANOS MACANA

TANGO MACHO

con musica dal vivo e 10 ballerini

produzione L.P. Organizzazione Spettacoli

 

Protagonisti indiscussi dei festival di tango di tutti i continenti, i fratelli Macana - Enrique e Guillermo De Fazio - sono considerati una delle coppie di ballerini più talentuose del panorama “tanguero” internazionale. Oggetto della più sbalordita ammirazione per le loro straordinarie doti e per l’inconsueta particolarità di esibirsi in coppia, rievocano le origini del tango come i “compadritos” (i guappi dell'epoca) che, per carenza di donne, erano costretti ad allenarsi e ballare tra di loro, desiderosi di primeggiare, mostrando le loro abilità e doti virili. Il ballo è per loro così naturale, quanto per noi lo è respirare.

 

Eleganti ed ironici, Los Hermanos Macana ci sorprendono, catturandoci con grinta e mascolinità in interpretazioni uniche, con passi impeccabili e velocissimi. L’originalità del loro stile li consacra come una coppia unica capace di miscelare talento, divertimento, energia e grande rispetto per la magnifica arte del tango. La loro interpretazione provocatoria trasmette leggerezza e scioltezza nei movimenti. Robert Duvall e Francis Ford Coppola li hanno scelti come icona “tanguera” nel film "Assassination Tango" (2001).

Ad impreziosire lo spettacolo, uno straordinario corpo di ballo e le musiche dal vivo di una strepitosa orchestra della nuova generazione “tanguera” di Buenos Aires.

 

 

Sabato 16 febbraio – ore 21                                                            

ArTè – COMPAGNIA DEI GIOVANI

ANTIGONE

di Jean Anouilh

traduzione e adattamento Maurizio Panici

con Roberto Latini

scene Daniele Spisa

costumi Marina Luxardo

musiche Stefano Saletti

luci Roberto Rocca

regia Maurizio Panici

produzione Ar.Tè Teatro Stabile d’Innovazione

 

“Antigone” è tragedia basata sulla figura “mitologica” di Antigone, figlia di Edipo, re di Tebe, e della madre – moglie Giocasta. Nell’ antefatto Eteocle e Polinice, figli di Edipo e fratelli di Antigone, si combattono e si uccidono per la supremazia: Eteocle difensore della città riceve le onoranze funebre, rifiutate a Polinice dichiarato traditore da Creonte, zio dei due e nuovo re di Tebe. Antigone infrange il divieto e viene condannata ad essere sepolta viva. Troppo tardi Creonte decide di farla liberare: la fanciulla si è tolta la vita.

 

Nella sua riscrittura della tragedia sofoclea ripensata in termini contemporanei, Anhouil sposta l’attenzione dalla contrapposizione tra leggi divine e leggi dello Stato al conflitto tra i due protagonisti. Antigone e Creonte sono le due facce della stessa medaglia che si riflettono continuamente, alimentando il conflitto come in un gioco di specchi: conflitto tra giovinezza e vecchiaia, tra maschile e femminile, tra la sfera dell’intimità privata e la sua profanazione pubblica. “Antigone” ci appartiene profondamente come essere umani, perché tragedia del dubbio e dell’inquietudine, conflitto violento tra le leggi del cuore e l’osservanza delle regole, linea di confine dove l’ideale giovanile si confronta con l’acquisita responsabilità dell’età matura.

 

 

Domenica 24 febbraio – ore 17                                              

TATO RUSSO

IL FU MATTIA PASCAL 

versione teatrale di Tato Russo dal romanzo di Luigi Pirandello

e con Adriana Ortolani, Renato De Rienzo, Marina Lorenzi, Massimo Sorrentino, Francesco Ruotolo, Sarah Falanga, Francesco Acquaroli, Carmen Pommella, Antonio Rampino, Giulio Fotia

scene Tonino Di Ronza

costumi Giusi Giustino

musiche Alessio Vlad

disegno luci Roger La Fontaine

regia Tato Russo

produzione Cooperativa T.T.R. Il Teatro di Tato Russo

 

Mattia Pascal, stanco e avvilito per la sua vita squallida di bibliotecario, sposato ad una donna che non ama e lo opprime, decide un gesto estremo e coraggioso. Approfitta di una fortunata serie di eventi per fingersi morto e, lasciata alle spalle la realtà, comincia a vagabondare, assaporando una nuova e libera vita. Inventa il suo nuovo personaggio, Adriano Meis, ma presto si accorge che, pur nella nuova identità, dovrà sottostare alle odiate regole sociali. La storia si complica sempre di più e il protagonista si trova nuovamente ad essere preda dei suoi stessi incubi. Dalla propria anima non si fugge mai, anche quando si cambia tutto.

 

Cosa corrisponde a un semplice nome proprio? E' questa la domanda alla quale intende rispondere il protagonista de "Il fu Mattia Pascal", il romanzo più celebre di Pirandello, che così inizia il suo viaggio attraverso i vari modi d'apparire di se stesso a se stesso e agli altri, viaggio tra gli intrighi di una vita moltiplicata forse all'infinito che ci impedisce tra convenzioni e compromessi di capire chi siamo veramente. Tato Russo interpreta il doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto la distinzione tra i vari aspetti della realtà.

 


Domenica 3 marzo – ore 16

TEATRO DEL TORRINO

SUPERCALIFRAGILISTICHESPIRALIDOSO

con Michela Cangi, Guido Saudelli, Gabriele Maria Pizzurro, Camilla Innamorati, Marco Schiazza, Giulia Bornacin, Marta Dobrovich, Sara Acquistapace, Francesco Marchioro

corpo di ballo Annachiara De Vecchis, Giulia Ortenzi, Tiziano Palopoli, Ilaria Rossetti

musiche originali Francesco Valente

coreografie Miriam Baldassarri

scenografie Federica Sollazzo

regia Luca Pizzurro

produzione Teatro del Torrino

 

La magica storia di Mary Poppins, la tata più magica di sempre e praticamente perfetta sotto ogni aspetto, raccontata da una straordinaria compagnia di attori e ballerini pronti ad emozionare e sorprendere grandi e piccini. Una regia che fa del ritmo e dei colpi di scena i suoi punti di forza, uno spettacolo che fara' riscoprire l'importanza del rapporto tra genitori e figli, molto spesso logorato dai ritmi frenetici della vita di tutti i giorni.

 

George Banks, integerrimo banchiere di Londra, gestisce la propria casa come una banca pretendendo sempre che le cose funzionino perfettamente e che ci sia pace e serenità. Le improvvise dimissioni della governante Tata Ketty gettano casa Banks nella confusione. L’uomo fa pubblicare un annuncio sul "Times"; al contempo i suoi figli preparano una canzone nella quale descrivono la loro governante ideale. Il signor Banks, indispettito, ne straccia il testo gettandolo nel caminetto. Il giorno dopo, alle ore 8 in punto, bussera' alla porta Mary Poppins e la vita della famiglia Banks prendera' tutta un'altra piega.

 

 

Domenica 10 marzo – ore 17

PAMELA VILLORESI                                              

IL MIO COPPI

soggetto Albert Ross

testo Daniela Morelli

costumi Lucia Mariani

video Andrea Giansanti

luci Marco Scattolini

regia di Maurizio Panici

produzione Ar.Tè Teatro Stabile d’Innovazione

 

Una donna con la sua fatica. Un uomo che sta morendo.

Quell’uomo è Fausto Coppi, campione indiscusso e amato, fragile e fortissimo che si trova ad affrontare la sua ultima prova, la più impegnativa. La donna è sua sorella Maria: disperatamente in quelle ultime ore cerca di tenere in vita “il fragile Airone” che sta per prendere il volo per l’ultimo e definitivo viaggio. Attraverso il racconto di Maria riscopriamo l’uomo Fausto, la sua infanzia, il suo mondo fatto di malinconia e sacrifici. Sullo sfondo una Nazione che si sta ricostruendo dopo una guerra devastante e che attraverso il ciclismo ritrovava la gioia di vivere.

 

Il “mito” di Coppi e la sua persona si aprono a noi per farci entrare nella storia di una generazione che costruiva faticosamente la democrazia e che, anche se divisa tra i due campioni (Bartali o Coppi), condivideva il progetto di un futuro comune.

Oggi come ieri abbiamo bisogno di eroi /campioni che ci insegnino la fatica del vivere, l’etica della sfida leale, la sana competizione che arricchisce e non divide: oggi come allora, possiamo tifare per loro e per degli ideali che sono stati il pilastro di questo Paese.

Lo spettacolo si avvale del contributo visivo di Andrea Giansanti, che con le sue atmosfere ci aiuta a entrare in un mondo così apparentemente lontano eppure così presente, che ci emoziona fortemente.